{"id":2264669,"date":"2026-09-03T09:00:54","date_gmt":"2026-09-03T07:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ispazio.net\/?p=2264669"},"modified":"2026-09-03T09:00:54","modified_gmt":"2026-09-03T07:00:54","slug":"whatsapp-attacchi-zero-click-polizia-postale-iphone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pulsar.ispazio.net\/news\/2026\/09\/03\/whatsapp-attacchi-zero-click-polizia-postale-iphone\/","title":{"rendered":"WhatsApp, la Polizia Postale segnala una nuova ondata di attacchi zero-click: a rischio gli iPhone non aggiornati"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>Polizia Postale<\/strong> ha acceso i riflettori su una nuova ondata di compromissioni di account WhatsApp riconducibili ai cosiddetti attacchi <strong>zero-click<\/strong>, quelli che colpiscono senza che la vittima debba fare assolutamente nulla. A finire nel mirino sono in particolare i dispositivi Apple con versioni non aggiornate di iOS e dell&#8217;app di WhatsApp.<\/p>\n<p>Proprio l&#8217;assenza di un&#8217;interazione da parte dell&#8217;utente \u00e8 ci\u00f2 che rende questi attacchi tanto insidiosi: non c&#8217;\u00e8 un messaggio sospetto da evitare di aprire, n\u00e9 un allegato palesemente pericoloso su cui non premere. In un <a href=\"#\">comunicato ufficiale<\/a>, la Polizia di Stato spiega che le vulnerabilit\u00e0 individuate, in alcuni casi, possono essere sfruttate senza che l&#8217;utente compia alcuna azione.<\/p>\n<blockquote><p>Una volta ottenuto l&#8217;accesso all&#8217;account, i criminali possono inviare messaggi fingendosi una persona conosciuta, come un familiare o un amico, e chiedere denaro simulando di trovarsi in una situazione di emergenza.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 il punto pi\u00f9 importante di tutta la vicenda: non tutti i messaggi che riceviamo da un contatto conosciuto sono per forza innocui. Se l&#8217;account di un amico o di un parente \u00e8 stato compromesso, il suo profilo pu\u00f2 essere usato per propagare la truffa, e le richieste di denaro arrivano da un numero che abbiamo in rubrica da anni. Spesso l&#8217;incipit \u00e8 una frase come <em>&#8220;mi serve un favore enorme, mi fai un bonifico?&#8221;<\/em>, costruita apposta per fare leva sull&#8217;urgenza.<\/p>\n<h2>La buona notizia: Apple ha gi\u00e0 corretto le vulnerabilit\u00e0<\/h2>\n<p>Le falle segnalate dalla Polizia Postale sono <strong>gi\u00e0 state risolte da Apple<\/strong> con specifici aggiornamenti di sicurezza. Significa, in pratica, che si \u00e8 esposti soltanto se si utilizza un iPhone fermo ad una versione vecchia del sistema operativo o un&#8217;app di WhatsApp non aggiornata.<\/p>\n<p>Le due misure preventive principali, quindi, sono anche le pi\u00f9 banali: <strong>aggiornare iOS<\/strong> e <strong>aggiornare WhatsApp<\/strong>. La stessa Apple raccomanda inoltre di utilizzare l&#8217;autenticazione a due fattori per il proprio Apple Account.<\/p>\n<h2>Come proteggere l&#8217;account WhatsApp<\/h2>\n<p>Oltre a tenere tutto aggiornato, ci sono alcune accortezze che riducono parecchio il rischio di finire nelle conseguenze collaterali di un attacco sub\u00ecto da un contatto in rubrica:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Non effettuate pagamenti<\/strong> prima di aver verificato la reale identit\u00e0 di chi ha formulato la richiesta. E per farlo non basta constatare che il messaggio arrivi da un contatto salvato anzich\u00e9 da un numero estero: bisogna chiamare la persona su un altro numero o dispositivo, oppure parlarle direttamente, informandola di aver ricevuto una richiesta di denaro dal suo account.<\/li>\n<li><strong>Controllate periodicamente la sezione <em>Dispositivi collegati<\/em><\/strong>, che mostra tutte le sessioni associate al vostro account: si raggiunge da <em>Tu &gt; Dispositivi collegati<\/em> e, se notate un accesso che non riconoscete, basta toccarne il nome e poi <em>Esci<\/em> per disconnetterlo subito.<\/li>\n<li><strong>Attivate le impostazioni di sicurezza<\/strong> disponibili nell&#8217;app, come la verifica in due passaggi e la passkey, limitate il download automatico di contenuti ed allegati e proteggete il dispositivo con codice, Touch ID o Face ID. Queste opzioni si trovano nella sezione <em>Tu &gt; Account<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Cosa fare se l&#8217;account \u00e8 gi\u00e0 compromesso<\/h2>\n<p>Se vi accorgete di qualcosa di sospetto e pensate che il vostro account sia stato violato, la tempestivit\u00e0 fa la differenza. Avvisate subito i vostri contatti invitandoli ad ignorare eventuali richieste di denaro partite dal vostro profilo, avviate la <strong>procedura di recupero dell&#8217;account<\/strong> e segnalate l&#8217;accaduto alla Polizia Postale attraverso il sito del Commissariato di PS online, cos\u00ec da ricevere l&#8217;assistenza del caso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Polizia Postale ha acceso i riflettori su una nuova ondata di compromissioni di account WhatsApp riconducibili ai cosiddetti attacchi zero-click, quelli che colpiscono senza che la vittima debba fare assolutamente nulla. 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